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La grande linea elettrica che fagociterà le piccole

CRONACA - 14 03 2022 - Ezio (Méngu)

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/Campanili nuovi e vecchi
Campanili nuovi e vecchi (foto Méngu)

Sono ormai trascorsi diciassette anni dalla costruzione della linea elettrica doppia terna Robbia- S. Fiorano a 380 kV che, con i 23 grandiosi tralicci e luccicanti fili, fanno da corona alla città di Tirano dal borgo di Cologna sino a Piattamala. Le moderne comodità, volute e gradite da tutti noi, hanno assoluto bisogno dell’energia che corre in quei conduttori sorretti da torri di acciaio dipinte di bianco e rosso. Tutto ha un costo e, nel nostro caso, il prezzo pagato è un panorama mutato. Sfortunato l’osservatore che serba nel suo cuore come era la nostra Valle, ma l’animo umano “assimila” con il tempo ciò che muta così come una scheggia d’acciaio conficcata nella pelle viene assimilata da corpo.

 

Malgrado tutto, se le cose anche poco gradevoli si prendono per il verso giusto e se ne fa una ragione, con il tempo si possono “digerire “specie quando, come in questi casi, si progetta d’installare una unica linea elettrica ( dorsale ) ad AAT (altissima tensione) , allo scopo di poter dismettere linee di A:T: ( alta tensione ) con migliaia di tralicci, recuperando preziosissimi spazi di territorio e dando nuova luce al paesaggio . Già in questi ultimi tempi, si è fatto un notevole passo in avanti interrando linee elettriche a 10 kv, a 130 kV come le linee A.E.M - Rossa e Bianca che transitavano sul territorio tiranese e la linea a 150 kV che uscita dalla Val Poschiavo . Occorre tenere ben presente che, a Razionalizzazione delle linee elettriche in Valle ultimata, e quindi con la costruzione della nuova sottostazione “ in una zona del tiranese”, e un’altra nella zona presso la Centrale Venina, anche la linea con  i tralicci a “ delta “ 220 kV, chiamata dai tiranesi “ Montecatini”  e la linea 220 kV L4-L5 a doppia terna che transita ora appena sotto la grande linea a 380 kV sulla montagna di Trivigno e nella zona della Ganda, sarà dismessa e demolita. Ebbene sì, meglio un traliccio grosso e ben posato che quattro piccoli, alto per quel che basta ad evitare il taglio della vegetazione nella striscia di passaggio dei conduttori.

 

Però ci sono dei casi particolari, come quello dei “cinque campanili” che tagliano di mezzo la piana di Tirano e della valle della Ganda. In questo caso si potrebbe parlare di “cinque spine” inflitti nella carne di molti tiranesi poiché quei campanili pur essendo “necessari” per la continuità della linea, hanno precluso una “beata visione “di tutta la Valle a molte case del Tiranese e della zona di Villa di Tirano.

 

Ma forse c’è una speranza futura! Così come l’Ente gestore delle linee di trasmissione ha ben progettato la Razionalizzazione delle linee elettriche in Valle, il mio augurio è che con il tempo e la buona tecnica si possa sostituire il tratto di linea dei “cinque campanili” sulla piana, con una linea interrata in cavo estruso posata in condotti schermati o con il sistema GIS (isolamento in gas). E’ questa una buona occasione da discutere quando si farà il sottopasso della linea ferroviaria vicino al ponte in ferro del Poschiavino, il condotto dei servizi sotto la strada e la galleria del Ramaione che ci condurrà direttamente quasi a Piattamala evitando il traffico presso il Santuario di Madonna di Tirano. Un sogno? Direi di no ipotizzando l’incremento di traffico d’ogni anno e il relativo sviluppo turistico. Sono convinto che molte cose sono fattibili usando un buon rapporto e un l’intelligente confronto, calmando le “turbolenze “di interessi fra Amministrazioni e soprattutto prevedendo i futuri sviluppi tecnologici e di servizio nel PGT dei Comuni per evitare incongruenze.

 

Ricordiamo inoltre che in una valle di origine glaciale come la nostra, che in certi punti sembra essere invasa da un unico getto di cemento e in altri talmente stretta che ci può chiarare a voce da una sponda all’altra, ogni fazzoletto di suolo risparmiato o ricuperato, è per la Vallata oro che luccica. I nuovi e imponenti tralicci e le varie strutture di impianto dovranno essere posati, a mio parere, dopo un oculatissimo studio di minor impatto ambientale e con il minor consumo di suolo possibile.

 

Ezio (Méngu)

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1 COMMENTI

15 03 2022 16:03

rasegot

Caro “Mengu” Leggo sempre con molto interesse i Suoi scritti su “Intorno Tirano” e su quest’ultimo vorrei fare alcune osservazioni -Riguardo all’interramento delle linee elettriche AAT , nei tempi precedenti all’installazione avevo fornito alcune informazioni relative a un lavoro a cui ho partecipato in Canada nel lontano 1989/90. Il lavoro consisteva nell’interramento di una linea elettrica da 450 Kv cc proveniente dalla diga di Baje James diretta negli States. A suo tempo per l’attraversamento del fiume San Lorenzo tra Grondines e Lotbiniere ( 4,2 Km) erano stati posizionati due Cofferdam che lasciavano libera l’area di navigazione ( circa 800 m) , su questi erano stati posizionati dei piloni giganteschi con le linee aeree. I residenti contestarono questa decisione e vinsero la causa per cui L’ente appaltante Hydro Quebec dovette sostituire le linee aere con quelle interrate attraverso un Tunnel sotto il San Lorenzo i cavi furono stesi nei prefabbricati posati a fine scavo della galleria e furono forniti da Pirelli cavi. Da qualche parte devo avere ancora la documentazione e qualche foto, tuttavia in rete si trova ancora qualche cosa ( in allegato i link di Hydro quebec) queste info non furono neanche prese in considerazione dal comitato di allora. https://www.hydroquebec.com/data/developpement-durable/pdf/05_TraverseesSaintLaurent.pdf https://www.glr.qc.ca/realisations/grondines-lotbiniere https://curio.ca/fr/video/bataille-contre-la-ligne-electrique-grondines-lotbiniere-7934/ https://www.tvanouvelles.ca/2017/10/30/un-tunnel-meconnu-comme-neuf-apres-25-ans -Nello scritto odierno lei fa accenno alla tangenziale per la Svizzera secondo il progetto originale con sottopasso all’altezza del passaggio a livello di via Poschiavino. Con tutto il rispetto per i progettisti, mi sembra una follia quando si potrebbe utilizzare la viabilità interna esistente che è sottoutilizzata per il modesto traffico verso la Svizzzera ,compreso il sottopasso al teleriscaldamento ed evitare nuovi ponti sul Poschiavino , salvo quello necessario in zona rotonda vicino alla cantoniera Anas per imboccare la galleria Ramaione.. Cordiali saluti Rasegot