QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DE TRIVIGNO
14 aprile 2011 - Il Circolo PD di Tirano sottolinea le linee d'ombra fin qui emerse attorno al Progetto Trivigno.
Una Consigliera di maggioranza, cugina dell’amministratore unico della TU.TI.TRI., che vota una delibera riguardante gli interessi del parente; una delibera di Consiglio Comunale che mira ad addossare gli approfondimenti di un progetto privato ad altri enti con partecipazioni a maggioranza pubblica invece di richiedere approfondimenti direttamente al promotore dell’operazione; una serata per fare chiarezza sui contenuti progettuali dove il relatore (Ciapparelli,) afferma che per l’acquisizione ed il rogito dell’ex cinema Italia la Soprintendenza non ha ancora dato il benestare e la Soprintendenza stessa che a mezzo stampa si vede costretta a smentire la suddetta dichiarazione, sono gli elementi fattuali (per quanto inverosimili).
Ma andiamo con ordine, e partiamo dal voto della cugina (acquisita, ma pur sempre cugina) di Ciapparelli per l’approvazione della delibera di Consiglio Comunale concernente interessi di un parente, senza che il Sindaco in qualità di Presidente del Consiglio abbia avuto nulla da eccepire.
Stando alla legislazione vigente in materia, il consigliere difficilmente avrebbe potuto prendere parte alla votazione. La normativa di riferimento, infatti, giustamente, vieta ai parenti fino al 4° grado di prendere parte a sedute o votazioni che trattino interessi di parte, per ovvi motivi di conflitto di interesse. Basandoci sulle dichiarazioni uscite ieri, possiamo credere alla buona fede della Signora Gazzi Luisa che si dice disinteressata ai contenuti progettuali da un punto di vista privato, ma questo non è certo un’attenuante che permette di non considerare il profilo di presunta illegittimità della delibera.
Per quanto concerne gli approfondimenti delegati a Camera di Commercio e Società di Sviluppo Locale, non pensiamo sia giusto che la collettività debba addossarsi buona parte dei costi per redigere studi in merito ad un’iniziativa che è stata definita, dallo stesso Ciapparelli, completamente privata ed indipendente da qualsiasi esborso di risorse da parte di enti pubblici.
A questo proposito non riteniamo sia sostenibile dal punto di vista amministrativo che i soggetti pubblici debbano sobbarcarsi costi per approfondimenti che spetterebbero ai promotori privati, soprattutto in un periodo di crisi economica dove le risorse a disposizione del pubblico sono sempre più risicate. L’imprenditore privato dovrebbe assumersi l’onere di presentare un progetto almeno preliminare, accettando il cosiddetto rischio di impresa. Noi cittadini non aspettiamo il parere dell’amministrazione comunale prima di commissionare un progetto di ristrutturazione, ma ci assumiamo il rischio delle spese tecniche indipendentemente dall’esito della pratica edilizia!!!
Infine, speriamo che la prossima operazione trasparenza sia davvero cristallina e che nessuno debba intervenire per smentire le parti in causa, soprattutto se, una di esse, è un membro di una fondazione (Fondazione Camagni) il cui direttivo è totalmente di nomina pubblica.
Per questi motivi invitiamo il Sindaco a ridare un po’ d’ordine alla vicenda prima di esperire indagini esterne che, in definitiva, potrebbero rivelarsi poco corrette da un punto di vista sia amministrativo che formale. Ricordiamo altresì che esiste uno studio pubblico, in fase di elaborazione, sull’area Trivigno-Mortirolo (il Piano d’Area della Media e Alta Valtellina finanziato dalla Regione con € 600.000,00) che, allo stato attuale, identifica l’area come Valle del silenzio. Perché moltiplicare gli studi, che hanno comunque un costo, e non inserire in quelli in itinere eventuali proposte se davvero risultano meritevoli di essere accolte?
Per il circolo del PD di Tirano
Francesca Zucchetti
Andrea Patroni










