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"LASSU’ SULLE MONTAGNE… ": NUOVO CONCORSO DI POESIA

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“Lassù sulle montagne…” è il nuovo concorso di poesia organizzato dall'associazione "Sport race valtellina", dall’Ecomuseo Valgerola e in collaborazione con il laboratorio poetico del Circolo Culturale f/n morbegnese.

E’ soprattutto in tempi di crisi che occorre non farsi prendere dallo sconforto e dalla tentazione all’inerzia nell’attesa di momenti più propizi per agire. Certamente i primi pensieri che balenano nella mente di ognuno di noi in questo periodo sono quelli legati al posto di lavoro, in quanto senza di quello la vita è davvero difficile. Il resto sembra superfluo. In quest’ottica anche la poesia sembra perdere il suo fascino. Eppure è proprio nei frangenti più bui che il linguaggio poetico può fare breccia e far intravedere un barlume di speranza. La poesia apre le menti e ristora il cuore. E’di tutti ed è per tutti e non conosce confini”. E’ quanto afferma la poetessa Paola Mara De Maestri, responsabile del Laboratorio Poetico del Circolo Culturale F/N Morbegnese, presentando il nuovo Concorso di poesia che coinvolgerà questa operosa sezione dell’Associazione del mandamento di Morbegno.

Grazie all’iniziativa del Presidente Lorenzo del Barba, del Consigliere Emilio Rovedatti e in particolare del Segretario del Circolo Luca Villa, il Circolo Culturale Morbegnese ha in calendario numerosi progetti per il 2012, che verranno ampiamente illustrati il 5 febbraio durante l’Assemblea dei soci, occasione che si concluderà con la consueta conviviale al ristorante Bellevue di Cosio Valtellino e la premiazione di quanti si sono distinti nel 2011 all’interno dell’ Associazione.

Tornando al Concorso di poesia, verrà realizzato collaborando con l’associazione sportiva Sport Race Valtellina e l’Ecomuseo della Valgerola. Il Laboratorio Poetico, che ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione e la promulgazione della cultura locale, interagisce spesso con altre associazioni, come è accaduto negli anni scorsi con i poeti maltesi, i poeti grigioni e la Famiglia Valtellinese di Roma. Il premio, che intende far conoscere meglio il territorio della Valtellina e della Valchiavenna anche fuori dai confini provinciali, è aperto a tutti gli italiani ed è intitolato “Lassù sulle montagne…”. Si può partecipare con una poesia a tema di non più di 28 versi. I testi devono essere in lingua italiana e scritti con carattere Times New Roman, dimensione 12, con interlinea 1,5. Occorre allegare al testo il curriculum dell’autore con indirizzo, numero di telefono e email. Ogni autore si assume ogni responsabilità sui contenuti e sull’autenticità dell’opera presentata. I partecipanti devono far pervenire le proprie opere entro e non oltre il 28 febbraio 2012 a questo indirizzo email: concorsopoesia@circolomorbegnese.it.

Non è prevista alcuna tassa di iscrizione. Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile di una giuria appositamente predisposta e formata da persone qualificate ed impegnate nel campo culturale. Agli autori selezionati verrà proposto, come premio, l’inserimento in una pubblicazione che raccoglierà le poesie selezionate. Alcuni tra gli autori selezionati saranno inoltre premiati durante la Festa dello Sport, presso il Polifunzionale di Rasura, il giorno domenica 15aprile 2012. Questi autori saranno avvisati preventivamente per email. Gli organizzatori si riservano di allestire una presentazione della pubblicazione dell’opera in provincia di Sondrio. Gli autori prescelti cedono agli organizzatori dell’iniziativa il diritto di pubblicare le opere senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore. Ai vincitori della selezione verrà data tempestiva comunicazione tramite posta elettronica.

Le notizie relative al Concorso verranno pubblicate anche nello spazio del Laboratorio Poetico sul sito del Circolo Culturale Filatelico Numismatico Morbegnese www.circolomorbegnese.it e sul sito di Sport Race Valtellina www.sportracevaltellina.it

 

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Azioni sul documento

Del fare poesia in montagna

Inviato da Bruno CIAPPONI LANDI il 04/01/2012 22:47
Ammetto di essere prevenuto sul "fai da te" che caratterizza troppa poesia dei nostri giorni, come se non si trattasse di un'arte sublime che dà il meglio di sé quando deriva da altrettanto sublimi livelli culturali. Alla base c'è l'equivoco della facilità di fare poesia oggi derivante dalla diffusa capacità di scrivere, dalla completa liberazione del verso dalle regole della metrica, che permette a chiunque vada a capo spesso di spacciare per poesia le proprie composizioni, magari anche carine e corrette. Il risultato sono gli innumerevoli opuscoli per così dire di "poesia" pieni di sentimentalismi scontati, graditi soprattutto agli autori e cari ai tipografi, ma assolutamete senza futuro, posto che abbiano un presente.
In questa iniziativa promossa dal gruppo collezionistico morbegnese vedo però comparire il termine "Laboratorio poetico" che evoca un luogo di impegno nella elaborazione e di apprendimento, si suppone da maestri degni di questo nome e quindi c'è da sperare nel superamento della pericolosissima autoreferenzialità e del provincialismo che caratterizza da noi, più di altri, proprio questo ambito di interessi.
 

Il prezioso dono dei " miei " Poeti.

Inviato da ezio maifrè il 05/01/2012 12:13
“ La poesia è l’arte di usare, per trasmettere un messaggio, il significato semantico delle parole insieme al suono e al ritmo che queste imprimono alle frasi ….“ .
A mio avviso la poesia non ha bisogno di “ bolli “ particolari di critici e uomini di cultura e può esprimersi nei vari idiomi. L’essenziale è che essa trasmetta, in modo semplice e genuino, una emozione, un vissuto, un significato, un messaggio che anche un solo “animo” può raccogliere e fare suo.
Leggiamo spesso la “ critica “ di uomini cosi detti di “cultura “ che con i loro giudizi e sentenze su iniziative, sulle poesie, sui lavori poetici non fanno altro che “ incensarsi “ , rendersi odiosi e rendere sommamente sgradevole ciò che commentano.
Un grazie particolare alla brava poetessa e mamma Paola Mara De Maestri, responsabile del Laboratorio Poetico del Circolo Culturale F/N Morbegnese, che ha presentato il nuovo Concorso di poesia, un grazie a tutti i collaboratori.
Un grazie particolare e di grande stima alla “ Bottega letteraria de “ ‘l gazetìn “ e a “Tellus folio” per il grandissimo impegno profuso nella divulgazione di piccole, ma meravigliose opere poetiche.
Se questo bell’ esempio fosse raccolto anche nel tiranese, a mio parere, sarebbe grande cosa e di prestigio. Personalmente ne avrei sommo piacere.
Dunque: un augurio di grande successo e partecipazione al concorso “Lassù sulle montagne…” e non abbiate timore di partecipare. Se riuscirete a trasmettere anche una sola piccola emozione al mio animo, per me, voi siete "miei" POETI.

Non si possono fare casi personali

Inviato da Bruno CIAPPONI LANDI il 06/01/2012 20:06
Bene, Ezio, adesso sanno che saranno i "tuoi" poeti. Se questo gli basta, bene. Non sembra però anche a te che ci sia un eccesso di confidenza con la poesia, a cominciare dalle denominazioni di "poeta" e "poetessa", titoli che una volta si riservano a personalità di genio che si impegnavano in una speciale branca della letteratura? Io trovo da ridire su quei concorsi che si moltiplicano a vista d'occhio, messi in piedi per dare soddisfazione a piccole ambizioni credendo e facendo credere che si tratti di poesia, perchè alla base c'è l'inganno che fa credere poesia cioè che le assomiglia, come un canto improvvisato sull'onda delle emozioni somiglia al pezzo d'opera cantata alla Scala. La poesia è, e resta, anzitutto una dura disciplina la cui pratica presuppone un complesso enorme di saperi (in sommo grado Dante e Leopardi). E' un'arte e ciò che esprime deve essere il frutto del pensiero, prima che dell'animo. L'animo a cui fai cenno ce l'hanno in diversi (scusa l'ironia) come le emozioni che sono state cantare e ricantate da centinai di poeti e presunti tali. In letteratura e in poesia la grazia e il gradimento sono delle componenti e non le principali. Si tratta di una materia, con tanto di tradizione, di critica, di studiosi. Nessuno si è chiesto come mai fra i tantissimi docenti di materie letterarie sono così pochi i poeti? Io credo che sia perchè sanno cosa è la poesia e rifiutano il placebo dei facili allori, consapevoli che non raggiungeranno quelli veri. L'astio che riservi agli uomini di cultura che non farebbero altro che incensarsi, non c'entra, anche io non li apprezzerei se ne conoscessi, ma nelle cose serie bisogna essere seri.L'autoreferenzialità può dare una mano contro la depressione, ma è più dannosa che utile. Farà sentire grandi per qualche minuto, ma poi .... Quanto a incensarsi da sé, mi sembra che tu abbia allargato il gioco di poco offrendoti di incensare i "tuoi" poeti purchè diano una sola picola emozione al tuo animo. Il problema è che la poesia non c'entra. Io spero che a Tirano, che già sostiene un serio concorso letterario nazionale intitolato a Renzo Sertoli Salis, non nascano iniziative come quelle che tu auspichi e che, pittosto si approfondisca la cultura poetica. Pensa a quanto gioverebbe la conoscenza di libri importanti come quello di Ennio Emanuele Galanga ("Come dice il poeta. I 1000 versi più famosi della poesia italiana spiegati e commentati" edito da Vallardi) edito con una prefazione di Ernesto Ferrero.