COASTER: "NESSUNO CI TOGLIERA' TANTO FACILMENTE QUESTO IMPORTANTE FUTURO"
1 luglio 2011 - Dario Morellini, rappresentante del gruppo neo-costituito "Amìs della nuova area turistica", ha diramato un comunicato stampa in seguito agli sviluppi della vicenda sul Progetto Coaster.
Sappiamo dalla storia passata e recente che su aree a massima protezione ambientale e con regole certe e scritte da parecchi anni come Livigno, Santa Caterina, Bormio, Ponte di Legno, Tonale (nel Parco Nazionale dello Stelvio e nel Parco Regionale dell’Adamello) sono stati fatti e vengono ancora portati a termine numerosi interventi in deroga alle norme già definitive o condizionando quelle in itinere; cosi facendo le amministrazioni hanno portato, chi più chi meno, chi in un modo chi nell’altro, il turismo e lo sviluppo sia in alta valle che in alta bresciana.
Senza una ferma volontà politica cosa sarebbero oggi Livigno o Santa Caterina? Sicuramente gli amministratori del posto avranno avuto ed hanno come prima risposta da parte le istituzioni, per gran parte degli interventi richiesti su aree così protette, un no tecnico; così che, se gli amministratori non avessero portato avanti i loro progetti con tenacia e caparbietà, quelle che oggi sono stazioni sciistiche sarebbero rimaste dei villaggi marginali ed isolati.
Noi, da questo punto di vista, siamo più avvantaggiati: sull’area interessata dal nostro progetto non esistono ancora leggi e vincoli così definitivi ma solo indirizzi provvisori, forti limitazioni certo, ma che ancora potranno e dovranno necessariamente subire variazioni e cambiamenti anche in base alla volontà politica dei cittadini dell’area. Ci vogliono trattare come i figli minori della Valtellina? No, non ci va bene e tantomeno vogliamo essere una succursale dell’alta Valtellina, vogliamo invece diventare protagonisti del nostro futuro per la nostra gente e per le sue future generazioni.
Non ci basta una semplice constatazione dei tecnici fatta su “indirizzi”, vogliamo un tavolo istituzionale che analizzi e ove occorra modifichi il progetto, dove si possa alla fine arrivare ad una decisione condivisa, dove ci siano i Comuni, le Province, le CM dell’area interessata oltre alla Regione, dove poter portare avanti le nostre richieste nel rispetto di norme certe e definitive, magari scritte tenendo conto anche della volontà dei Tiranesi e di tutti gli altri abitanti dell’area.
Vogliamo portare avanti un progetto che rispetti la natura, i nostri boschi e le nostre vallate senza rinunciare a quel forte impulso socio-economico che il progetto ci garantirebbe: dal punto di vista occupazionale almeno 200 posti di lavoro assicurati più quelli creati dell’indotto, 10.000.000 di Euro all’anno spalmati sul territorio, i nostri figli potrebbero godere della nuova Tirano che finalmente assurgerebbe al ruolo che gli spetta: una stazione sciistica e montana naturale. No, nessuno ci toglierà tanto facilmente questo importante futuro.
Ci chiediamo come mai il progetto coaster incontri tante difficoltà anche solo ad essere esaminato da un tavolo dove siano rappresentate tutte le forze in campo e, visti i numerosissimi ed inconsueti ostacoli, ci viene il dubbio (dopo tanto tempo) che forse fra i detrattori del progetto, oltre a chi in buona fede è contrario (normale dissenso peraltro auspicabile in democrazia), ci sia anche chi porta avanti interessi o la volontà contraria di “poteri forti” che non vogliono questo sviluppo turistico di Tirano.
E non ci vengano a dire che vogliono esaminare la fattibilità del solo mezzo di trasporto senza il progetto turistico, non serve un esperto per capire che senza i passaggi sicuri ed “obbligati” dei turisti che soggiornerebbero in altura, la società (pubblica o privata) che gestirebbe il coaster non potrebbe mai avere certezze sulle entrate che servirebbero a pagare i costi d’uso e di manutenzione del mezzo. Il progetto coaster non dice di certo no al pubblico (visto che nella società potrà entrare qualsiasi ente o soggetto pubblico o privato) ma non parliamo però di fantasie turistiche che avrebbero solo la funzione di far perdere tempo.
Aspettiamo ancora con pazienza nei prossimi mesi i passi della politica locale, è un attendere fiduciosi ma non certo una resa, non ci faremo rubare il futuro, siamo determinati (se costretti) a richiedere con decisione un referendum per fare uscire la vera volontà dei tiranesi.
Dario Morellini (amìs della nuova area turistica)












SENZA PAROLE
Prima si chiedeva una presa di posizione da parte del comune, dicendo che studi più approfonditi erano inutili se il progetto non era ben visto dagi enti. Adesso, che in maniera indiretta, ma anche diretta, gli enti hanno decretato la sostanziale infattibilità del progetto, si PRETENDE DI DETTARE L’AGENDA DELLA POLITICA E DI STENDERE AD HOC IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO.
Lo si fa cercando di far CREDERE all’ammnistrazione che tutta la cittadinaza sia a favore del progetto (faccia un giro il sig. Morellini per Tirano, chiedendo ai cittadini comuni, non agli albergatori o ai negozianti, cosa ne pensano delle edificazioni in Trivigno), lo si fa insinuando il dubbio di possibili DEMOLIZIONI, ridicolo anche solo pensarlo, lo si fa parlando di posti di lavoro sicuri e di giro d’affari, quando in realtà di sicuro in questo progetto non c’è niente (fa sorridire che si dica che senza il costo del biglietto dei villeggianti che alloggeranno negli lberghi il coaster non potrebbe sopravvivere, ma come, CIAPPARELLI NON DICE FORSE NEL SUO PROGETTO CHE IL COASTER HA "BASSISSIMI COSTI DI USO E MANUTENZIONE" E ANCORA CHE SE IL COASTER FUNZIONA SI "POTRANNO DIMINUIRE MOLTISSIMO LE COSTRUZIONI IN TRIVIGNO" - ALMENO METTETEVI D’ACCORDO PRIMA DI FARE UN COMUNICATO STAMPA)
Qui mi sembra che i poteri forti ci siano, ma siano dall’altra PARTE DELLA BARRICATA e STIANO USANDO OGNI MEZZO PER INFLUENZARE LA DECISIONE DI TECNICI ED ENTI PUBBLICI non per RILANCIARE TIRANO, MA PER COSTRUIRE IN TRIVIGNO. ATTEGGIAMENTO CHE SI COMMENTA DA SOLO, ma che un signore che si firma con lo pseudonimo di CARLO VERDONE, BEN SINTETIZZA IN UN INTERVENTO SU INTORNOTIRANO, CHE MI PERMETTO DI RIPORTARE INTEGRALMENTE:"
LE FORTI PAROLE DEI POTERI FORTI Inviato da Carlo Verdone il 01/07/2011 12:02 E non s’illuda nessuno!!!! Conclude così, greve, l’ennesimo comunicato di un comitato la cui chiarezza si rivela ora nella (chiara) volontà di andare oltre, di volere perseguire un obiettivo ad ogni costo."Da quando esiste il mondo la volontà politica dà le linee guida sulle quali poi lavorano i tecnici". Io vi invito a riflettere su questa affermazione; non meriterebbe alcun commento ulteriore per la prepotenza, ovvero l’andare oltre il potere. Una politica ad uso e consumo che detta ai tecnici cosa fare e cosa non fare ? Questo vorrebbe il comitato ? O che altro vuole ? Ciapparelli non è Iddio, nemmeno chi sta con lui e dietro di lui. Nessun imprenditore aveva mai azzardato tanto: la richiesta di un referendum per dare voce a tutti, per avallare extra lege un’opera piena d’incognite. Questo è un violento insulto ad un’Amministrazione Comunale nella sua piena completezza,l’ unico organo deputato ad esprimersi nel lecito poiché liberamente eletto dai cittadini. Liberamente eletto in un ordinamento che non contempla nessun’altra consultazione popolare men che meno per dirimere gl’interessi dietro l’apprezzabile o discutibile progetto di un privato. Lo richieda, il Comitato, un referendum: abbia il coraggio d’intraprendere una strada che non esiste al posto di tuonare proclami e di brandire l’arma del terrore e del ricatto verso una Trivigno Bassa che viene additata d’illecito. Avete capito, amici di Trivigno Bassa? Secondo questo comitato, le vostre dimore montane, frutto del vostro lavoro, sarebbero un atto illecito, ovvero da demolire. Questa è l’ipotesi Fuori le prove, se così fosse! Dimostri il comitato il peso di quanto sostenuto.Vigilate e riflettete, Tiranesi:dietro le parole forti vi è una volontà a senso unico:quella di edificare, di costruire un progetto.Ad ogni costo.
PS. se dovessi aggiungere qualcosa, AGGIUNGEREI SEMPLICEMENTE CHE, pur non avendo alcun valore giuridico, POTREBBE ESSERE GIUSTO CHE LA POPOLAZIONE SI ESPRIMA SU UNA QUESTIONE TANTO IMPORTANTE, MA E’ ALTRETTANTO VERO CHE QUESTA SI ESPRIME SULLA BASE DI QUELLO CHE GLI VIENE RACCONTATO E SULLE ASPETTATIVE CHE GLI VENGONO PROSPETTATE, SPETTA POI ALL’AMMINISTRAZIONE E AI TECNICI VALUTARE SE LE TALI ASPETTATIVE SONO COMPLETAMENTE, IN PARTE, O PER NULLA SODDISFABILI E QUINDI SE REALMENTE SI PUO’ PORTATA AVANTI O MENO LA COSA. Qui mi sembra si stia giocando su questo fatto, facendo passare che quanto viene detto dai promotori è ORO COLATO E VA PRESO COME VERITA’ DI FEDE, COME SE BASTASSE SCRIVERE UNA COSA PERCHE’ SIA VERA O VOLERE QUALCHE COSA PER OTTENERLA.CHE DIRE...ALLA FINE TUTTI I NODI VERRANNO AL PETTINE.......